Riprendendo l’ipotesi suggerita da Maron, questi Autori riaffermano il principio della non corrispondenza tra profondità dell’inversione dell’onda T, voltaggio dell’onda R in V5 e progressivo incremento dell’entità dell’ipertrofia.Un elemento che emerge con sempre maggior evidenza da questa ed altre osservazioni comparse in letteratura è la mancata precisazione in termini quantitativi dell’entità dell’ipertrofia apicale. Am. Quali parametri elettrocardiografici sono stati considerati e misurati l’entità dell’inversione dell’onda T in V4 ed il voltaggio in R in V5. G. Ital. The aim of this study was to evaluate the possible relation between apical hypertrophy, quantitatively defined by cross-sectional echocardiography, and ECG findings in patients with apical hypertrophic cardiomyopathy. È probabilmente la più comune malattia cardiaca trasmessa geneticamente. Oggi il Policlinico di Monza può contare sul preziosissimo … Cardiol., 57, 359, 1986.30. The diagnosis of hypertrophic cardiomyopathy by cardiovascular magnetic resonance. Infatti, i parametri elettrocardiografici voltaggio dell’onda R ed inversione dell’onda T sono risultati non omogeneamente rappresentativi dei diversi gradi di ipertrofia identificata mediante planimetria dell’area di muscolo apicale (i 2 pazienti con più marcata ipertrofia: area di muscolo 17.9 e 17.4 cm2 presentavano un’onda R di 21 e 38 mm con un’onda T invertita di 6 e 8 mm rispettivamente).Le correlazioni globali tra area di muscolo apicale ed ampiezza dell’onda R e dell’onda T invertita sono riportate rispettivamente nelle figure 4 e 5.L’analisi mediante t test di Student per i dati non appaiati non ha evidenziato differenze statisticamente significative nell’entità dell’area apicale tra il I e il II gruppo: t=0.85, p=0.41. Gli aspetti elettrocardiografici non corrispondono in maniera univoca con la severità dell’ipertrofia apicale, determinata in maniera quantitativa mediante ecocardiografia bidimensionale. Questo studio sembra inoltre indicare la presenza di un ampio spettro di severità di ipertrofia apicale all’ecocardiografia bidimensionale, non sempre in relazione stretta con le modificazioni elettrocardiografiche, anch’esse variabili e non univoche. Un’apparente univoca caratteristica di questa forma di cardiomiopatia consiste nella presenza di onde T invertite e profonde nelle derivazioni precordiali (> 10 mm) e di alti voltaggi dell’onda R in V5 (> 25 mm)13.Gli Autori giapponesi hanno inoltre puntualizzato queste loro osservazioni in termini semiquantitativi, definendo un « indice angiografico » di ipertrofia apicale, tratto dall’analisi di immagini del ventricologramma sinistro in proiezione obliqua anteriore destra. ASPETTI ELETTROCARDIOGRAFICIGli aspetti elettrocardiografici sono riportati nella tabella II. : Heterogeneous morphologic expression of genetically traanmitted hypertrophic cardiomyopathy: two-dimensional echocardiographic analysis. Nicolosi G.L., Zannini L., Facchin L.: Sede ed estensione dell’lschemia miocardica acuta: diagnosi ecocardiografica. Coll. :  Apical hypertrophic cardiomyopathy: clinical and metabolic studies. Correlazione tra i dati morfologico-quantitativi dell’ecocardiogramma bidimensionale e gli aspetti elettro-vettocardiografici. De PIccoli B., Ciriello A., Trolese C., Franceschi M., Piccolo E.: Cardiomiopatia ipertrofica. 4: II grafico rappresenta la correlazione tra area di muscolo apicale e voltaggio dell’onda R nei 13 pazienti con cardiomiopatia ipertrofica apicale. In tré pazienti era presente un aspetto di sottoslivellamento del tratto ST-T in sede anterolaterale (derivazioni V3-V6). Nella cura della Cardiomiopatia Ipertrofica ostruttiva sono state utilizzate diverse tecniche chirurgiche, ma la più accettata rimane la miectomia del setto interventricolare. However there was no complete agreement between cross-sectional echocardiographic and electrocardiographic findings. A parziale conferma di tali ipotesi sono apparse in letteratura solamente isolate e sporadiche segnalazioni di pazienti con caratteristiche simili alla malattia descritta dagli Autori giapponesi. ): Cura Intensiva cardiologica 1987, pag. Al contrario nello studio di Maron ed al. Nessun paziente presentava ipertensione arteriosa di grado moderato e/o severo, oppure altra causa nota di ipertrofia ventricolare sinistra. L’analisi degli elettrocardiogrammi è stata ottenuta come la media delle misurazioni effettuate dai 4 osservatori indipendenti.Sulla base dei reperti elettrocardiografici i pazienti sono stati arbitrariamente suddivisi in due gruppi:— gruppo I (6 pazienti) con onda T negativa ≥ 10 mm;— gruppo II (7 pazienti) con onda negativa < 10 mm. Cardiol., 48, 418, 1981.2. Yamaguchi H., Ishimura T., Nishiyama S., Nagasaki F., Naka-nishi S., Takatsu F., Nishijo T., Umeda T., Machii K.: Hypertrophic non obstructive cardiomyopathy with giant negative T waves (apical hypertrophy): ventriculographic and echocardiographic features in 30 patients. Circulation, 40, 185, 1969.38. Pedrotti P. La risonanza magnetica cardiaca nella cardiomiopatia ipertrofica. I farmaci vengono dati ai pazienti con cardiomiopatia ipertrofica per migliorare eventuali sintomi e prevenire alcune complicanze. 6-10% di soggetti > 65 aa è affetto da SC Circa l’80% pz ospedalizzati > 65 aa Lo SC è “il prezzo da pagare per il successo” Poiché le nuove terapie hanno ridotto la mortalità per IMA, i pz diventano candidati allo sviluppo successivo di SC 8. Lavoro pervenuto in Redazione il 4 agosto 1988. Legenda: VS = ventricolo sinistro; AS = atrio sinistro. Diversi tipi di aritmie, o irregolarità del battito cardiaco, sono frequenti nei pazienti con Cardiomiopatia Ipertrofica e vengono spesso identificate durante una prova da sforzo o monitoraggio Holter. : Hypertrophic cardiomyopathy with unusual locations of left ventricular hypertrophy undetectable by M-Mode echocardiography. cardiomiopatia ipertrofica in assenza di sincope (si applica solo al gruppo 1); w) sindrome del QT lungo con sincope, torsione di punta o QTc > 500 ms (si applica solo al gruppo 1). I criteri utilizzati per la diagnosi di ipertrofia ventricolare sinistra sono stati quelli di Romhilt e Estes37. Yamaguchi H., Nishiyama S., Nakanishi S., Nishimura S.: Electrocardiographic, echocardiographic and ventriculographic characterization of hypertrophic non-obstructive cardiomyopathy. Sette pazienti presentavano cardiopalmo, 4 dolore toracico atipico, 5 angina tipica da sforzo ed infine 2 pazienti dispnea da sforzo. Domenicucci S., Ten Cate F.J., Das S.K., Serruys P.W., Vletter W.B., Roelandt J.: Extent of hypertrophy in hypertrophic cardiomyopathy: two-dimensional echocardiographic and angiographic correlation. Giacomo Comi, Convegno Mitocon 2015 1. DiscussioneOsservazioni di Autori giapponesi hanno riportato una forma di cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva nella quale l’ipertrofia era localizzata a livello della regione apicale del ventricolo sinistro, definendo nel contempo un peculiare quadro angiografico ed elettrocardiografico. L’intervento chirurgico abolisce o riduce i sintomi della malattia, ma non tutti i pazienti sono idonei all’operazione, è quindi di fondamentale importanza riuscire a fare diagnosi precise. In obstructive HCM, the wall (septum) between the two bottom chambers of the heart thickens. Inoltre anche la distribuzione e l’entità dell’ipertrofia parietale del ventricolo sinistro, valutata mediante ecocardiografia bidimensionale, sono risultate non uniformi3,6,12.Autori giapponesi hanno descritto un particolare quadro di cardiomiopatia nel quale l’ipertrofia è localizzata alla regione apicale del ventricolo sinistro. Steingo L., Dansky R., Pocock W.A., Barlow J.B.: Apical hypertrophic non obstructive cardiomyopathy. Goodwin J.F. Romhilt D.W., Estes E.M.: A point score for the ECG diagnosis of left ventricular hypertrophy. J. RiassuntoLa cardiomiopatia ipertrofica apicale è caratterizzata da ipertrofia da causa ignota localizzata esclusivamente alla regione apicale del ventricolo sinistro. Assessment by two-dimensional echocardiography. È evidente l’assenza di correlazione tra i due parametri. : Patterns and significance of the distribution of left ventricular hypertrophy in hypertrophic cardiomyopathy a wide angle two dimensional echocardiographic study of 125 patients. Moro E., Mimo R., Nicolosi G.L., Pavan D., Pandullo C., Pina-monti B., Scardi S., Zanuttini D.: Variabilita di espresslone morfologica ed elettrocardiografi-ca nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica apicale. La cardiomiopatia ipertrofica è una patologia genetica del miocardio (il tessuto muscolare proprio del cuore) caratterizzata da un ispessimento delle pareti cardiache (cardiomiopatia = malattia del muscolo cardiaco, ipertrofica = aumento di spessore delle pareti cardiache), senza alcuna causa evidente. L’assenza di ampie casistiche nella letteratura occidentale ha reso verosimile l’opinione di una sua estrinsecazione univoca su base genetico-razziale.Successivamente altri Autori hanno riaperto il problema della definizione nosografica della «cardiomiopatia ipertrofica apicale»8,28,39.Per primi Maron e Coll. Lo studio è stato condotto su 13 pz. Coeur, 73, 1269, 1980.20. This study in fact demostra-tes a wide variation in the degree of severity of apical hypertrophy among patients with apical hypertrophic cardiomyopathy. Surgical Therapy - Myectomy. Tutti i pazienti presentavano un aspetto di ipertrofia localizzata all’apice del ventricolo sinistro in sezione 4 camere apicale; obliterazione sistolica dell’apice era evidenziabile in 3 pazienti. : Asymmetry in hypertrophic cardiomyopathy: the septal to free wall thickness ratio revisited. 82. Israel J. Med. L’area di muscolo totale è stata determinata mediante metodo computerizzato e divisa in due aree basali, due aree settali e due aree apicali. Più informazioni, Cardiomiopatia ipertrofica apicale: variabilità di espressione ecocardiografica bidimensionale ed elettrocardiografica. ASPETTI ECOCARDIOGRAFICI (Figg. Cardiol., 16, 283, 1986.34. Che cosa succede nella cardiomiopatia ipertrofica . Tali anomalie coronariche non sono state ritenute sufficientemente significative quali potenziali cause di ipertrofia miocardica apicale del ventricolo sinistro. È inoltre presentato l’elettrocardiogramma standard a 12 derivazioni. Br. Noureldin RA, Liu S, Nacif MS, et al. Cardiol., 44, 401, 1979.14. Tutti i pazienti presentavano inversione dell’onda T nelle derivazioni precordiali V3 V5, inoltre tale anomalo aspetto dell’onda T era presente saltuariamente nelle derivazioni periferiche. Cardiol., 49, 1838, 1982.19. Proc., 53, 271, 1978.36. Inoltre 4 pazienti presentavano voltaggi dell’onda R > di 25 mm ma onde T invertite < di 10 mm; inversamente un paziente presentava T invertita > di 10 mm ma un’onda R < di 25 mm. Understanding Shoulder Pain and How To Fix It - Duration: 13:48. con cardiomiopatia ipertrofica apicale e di analizzare infine la relazione con le modificazioni ECG. (ed. Maron B.J., Splrito P., Chiarella F., Vecchio C.: Unusual distribution of left ventricular hypertrophy in obstructive hypertrophic cardiomyopathy: localizedposterolateral free wall thickening in two patients. : Hypertrophic cardiomyopathy: recent observations regarding the specificity of three hallmarck of the disease: asymmetric septal hypertrophy, septal disorganization and systolic anterior motion of the anterior mitral leaflet. 2: Esempio tratto da un paziente con cardiomiopatia ipertrofica apicale. • Cardiomiopatia ipertrofica • Prolasso della valvola mitralica con rigurgito e/o lembi ispessiti . L’ampiezza dell’onda T invertita variava da 1 a 11 mm. Aritmie. : Hypertrophic cardiomyopathy with ventricular septal hypertrophy localized to the apical region of the left ventricle (apical hypertrophic cardiomyopathy). migliorare le cure di questi pazienti. Tuttavia tale osservazione non era nè univoca nè costante. RisultatiCARATTERISTICHE CLINICHE DEI PAZIENTILe caratteristiche cliniche dei pazienti studiati sono riportate nella tabella I. Tre pazienti erano donne e dieci uomini, la loro età era compresa tra 11 e 73 anni, media 47.2. Essi riportano i dati di una serie di 23 pazienti con dimostrazione ecocardiografica bidimensionale dell’ipertrofia essenzialmente localizzata all’apice del ventricolo sinistro. Maron B.J., Epstein S.E. A tale riguardo è stata determinata l’area di muscolo miocardico (« muscle cross-sectional area ») della sezione 4 camere apicale massimalizzata in telediastole in coincidenza dell’onda R dell’elettrocardiogramma. È da sottolineare nel presente caso la discrepanza tra aspetto elettrocardiografico ed ecocardiografice bidimensionale. Esso ha evidenziato, in maniera quantitativa, come esista un ampio spettro di severità dell’ipertrofia apicale, confermando in tal senso osservazioni qualitative precedenti.Inoltre l’area di muscolo apicale ottenuta mediante planimetria della media delle determinazioni di quattro osservazioni indipendenti, risulta metodologicamente valida, riducendo al massimo il peso di errori di riproducibilità delle misurazioni stesse. Y? Intern. .Rimane, invece, di difficile interpretazione il riscontro dell’ampia dispersione dei parametri elettrocardiografici (voltaggio di R e di T invertita) in rapporto alla gradualità dell’entità dell’ipertrofia apicale. Non esiste in definitiva un parametro di valutazione quantitativa definito e riproducibile dell’ipertrofia apicale, con cui confrontare gli elementi elettrocardiografici18,28.La misurazione in M-Mode dello spessore parietale apicale per motivi di ordine tecnico, metodologico e di riproducibilità appare un parametro inadeguato a fornire una stima corretta e affidabile dell’ipertrofia.La regione apicale per caratteristiche anatomo-morfologiche è infatti una struttura complessa, la cui topografia viene più verosimilmente e fedelmente espressa in ecocardiografia bidimensionale dell’approccio apicale.Il nostro studio si propone la definizione dell’ipertrofia apicale in termini quantitativi, cercando di superare i limiti delle valutazioni qualitative sovraesposte.Infatti, il metodo di analisi, adottato nel presente studio, può essere considerato un indice di massa segmentaria del ventricolo sinistro. Nella maggior parte dei casi la cardiomiopatia ipertrofica è una cardiopatia benigna, con una stabilità di sintomi e della stessa ipertrofia nelle decadi successive alla diagnosi. ��[Ov���FE�J��8��:�Xo�z��u��`��2��1�%�sp5�[�%���듳�Nj��d���m"�ؔO��9���@s0FJ>�XK�eX���Xs�쁵R��B,z|�ß��0��K�s��J�NX��q�4R�B�7� �.���hml�zi\Sx-����Tl�t`�3����O��_g�=[f�t���3��띀(�+Zƚ.E"�L�p��TB�)����A��G�(���&�dMQA�t�$7H�0��Qc��*�D-�@T��aN$��ac�ب��mlP�[�YX��v ��w�t}TnΓ1�9C�!��y�!���rxq�����Q�+R���9�3�*�pF͔gMGy �_�. Cardiol., 15 (Suppl. This limits how much blood the ventricle can take in and pump out, but blood flow is not blocked. Sheikhzadeh A., Ghabussi P.: A case of asymmetrical apical hypertrophy which is a form of hypertrophic non-obstructive cardiomyopathy with giant negative T-waves. Servizio Rei Tv - La cardiomiopatia ipertrofica e come accertarla - Duration: 2:42. La valvola aortica presentava normali escusioni sistoliche dei lembi semilunari in tutti i soggetti. Circulation, 59, 1206, 1979.12. vista terapeutico, si profila un potenziale utilizzo . Heart J., 104, 635,1982.23. Scopo di questo studio è stato quello di valutare in maniera quantitativa l’entità dell’ipertrofia in un gruppo di pazienti (pz.) Cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, un tipo raro che colpisce soprattutto il lato destro del cuore. Krishnaraj N., Rajan S., Jaykrishnan T.K. Fotogramma tratto da una sezione 4 camere apicale massimalizzata e selezionata in telediastole in corrispondenza dell’onda R dell’elettrocardiogramma. 1), 109, 1985.31. Am. J. L’ipertrofia era estesa alla porzione apicale e alla parete anteriore del ventricolo destro in un paziente. Ad oggi i principali trattamenti terapeutici per questa patologia sono solo palliativi in quanto tendono solo ad alleviare la sintomatologia. Cardiol., 55, 835, 1985.9. hanno descritto gli aspetti clinici e morfologici relativi ad un sottogruppo di 7 pazienti nei quali l’ipertrofia ventricolare era confinata primariamente alla regione apicale del ventricolo sinistro18. Dieci pazienti erano maschi e 3 femmine;con età compresa tra 11 e 73 anni, media 47.Tutti i pazienti presentavano le seguenti caratteristiche: A) Elementi clinici: assenza di ipertensione arteriosa, di valvulopatia, di cardiopatia congenita e/o acquisita ed, infine, di altre cause note di ipertrofia miocardica34. In basso è inoltre riportato il relativo disegno schematico. Il diametro telediastolico e telesistolico del ventricolo sinistro risultavano nella norma in tutti i pazienti, mentre le dimensioni dell’atrio sinistro erano moderatamente aumentate in 4 di essi. nF�tx�����Y~���ͳ�Z� La cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva è una malattia che può colpire fino ad una persona su 500 e, solitamente, ha origine genetica. J. F), 67, 1983.8. con onde T negative giganti (T> 10 mm) ed alti voltaggi di (R>25 mm) tendevano ad avere un maggiore grado di severità di ipertrofia apicale.Tuttavia i parametri elettrocardiografici sono risultati non omogeneamente rappresentativi dei diversi gradi di ipertrofia ecocardiografica bidimensionale nel singolo caso. Circulation, 71, 45, 1985.29. Dal punto di . 2013;11:70-81. x��X�nI��~G���"!����X��2֚8r̊��=U��qܶ���S}���>u��) Quando le camere cardiache si dilatano, il muscolo cardiaco non si contrae più normalmente ed il cuore non riesce a pompare il sangue adeguatamente. Sono state inoltre verificate le correlazioni tra i diversi gradi di severità dell’ipertrofia definita dall’ecocardiografia bidimensionale e l’entità delle alterazioni elettrocardiografiche (inversione dell’onda T evoltaggio dell’onda R). Heart J., 4 (Supp. L’aspetto elettrocardiografico descritto dagli Autori giapponesi, definito come « tipico » di cardiomiopatia ipertrofica apicale,era osservato solo in 4 pazienti. In pazienti con ostruzione al tratto di efflusso ventricolare sinistro alcuni farmaci sono sconsigliati in quanto potrebbero potenzialmente aumentare l’ostruzione, per cui è opportuno consultare il medico specialista. 1), 104, 1986.33. 1. Eur. Indian Heart J., 34, 133, 1982.27. Il voltaggio dell’onda R calcolato in V5 variava da 21 a 38 mm. Nishiyama S., Yamaguchi H., Ishimura T., Nagasaki P., Takatsu F., Umeda T., Machii K.: Echocardiographic features of apical hypertrophic cardiomyopathy. : The frontiers- of cardiomyopathy. Abinader E.G., Rauchfleisch S., Naschitz J.: Hypertrophic apical cardiomyopathy: a subtype of hypertrophic cardiomyopathy. La presenza di onde T negative giganti si accompagna prevalentemente ai gradi più marcati dell’ipertrofia apicale; tuttavia, onde T negative giganti sono rilevate anche in pazienti con gradi intermedi di severità dell’ipertrofia apicale e inoltre la loro assenza non esclude l’esistenza di ipertrofia apicale anche marcata.È possibile confermare l’esistenza di uno spettro graduale di espressione morfologica dell’ipertrofia apicale da forme minori fino alle forme più marcate (apparentemente più simili a quelle degli Autori giapponesi).Ulteriori studi su casistiche più ampie sono necessari per verificare se, come sembra anche dalla nostra osservazione, la cardiomiopatia ipertrofica con localizzazione apicale possa essere definitivamente considerata una variante delle forme di cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva con un suo proprio spettro di variabilità clinico-morfologica, anziché un’entità specifica a sé stante. J Cardiovasc Magn Reson. 2 e 3)L’esame ecocardiografice in M-Mode evidenziava uno spessore parietale del setto interventricolare e della parete posteriore del ventricolo sinistro, entrambi < di 1.3 cm, con un rapporto setto interventricolare/parete posteriore ventricolo sinistro endobj 77 0 obj <> endobj 78 0 obj <>stream CRITERI ELETTROCARDIOGRAFICITutti i pazienti hanno eseguito un elettrocardiogramma standard a 12 derivazioni e particolare attenzione è stata posta nel posizionamento corretto degli elettrodi sulla superficie del torace. Cardiol., 16 (Suppl. ESAME EMODINAMICOL’esame emodinamico è stato effettuato in 8 pazienti. Rovelli E; Parent! Le planimetrie delle aree di sezione di muscolo sono state ottenute utilizzando un metodo computerizzato. Ann. Circulation, 63, 409, 1981.10. )����(� q�����@��� ��> Heart J., 8, 1312, 1987.6. J. Fig. si era osservato come a gradi di marcata ipertrofia apicale non corrispondesse una altrettanto marcata profondità nell’inversione dell’onda T.Tali discrepanze non hanno in definitiva trovato una adeguata spiegazione fisiopatologica e sono state imputate a differenze etnico-razziali tra le due casistiche. )R� %�p Med., 106, 663, 1987. CARDIOMIOPATIA BENIGNA. It may block or reduce the blood flow from the left ventricle to the aorta. We studied 13 pts with apical hypertrophic cardiomyopathy, 10 men and 3 women (aged between 11 and 73 years, mean age 47). Cardiol., 2, 437, 1983.4. Maron B.J., Gottdienner J.S., Bonow R.O., Epstein S.E. Final values of planimetered muscle areas are given as the average of the calculations obtained blindly and independently by 4 observers.The comparison between cross-sectional echocardiographic and electrocardiographic findings showed that patients with giant T wave inversion (T wave > 10 mm) and high R wave voltages (R > wave 25 mm) had a more severe degree of apical hypertrophy. Fallcov R., Resnekov L., Bharati S., Lev M.: Mid-zone ventricular obstruction: a variant of obstructive cardiomyopathy. SC: fisiopatologia 10. Sci., 18, 1005, 1982.25. Questa è stata poi suddivisa mediante procedimento computerizzato in 2 aree basali, 2 aree settali, 2 aree apicali (Fig. La cardiomiopatia ipertrofica è una condizione in cui il muscolo cardiaco si ispessisce, diventando ipertrofico, in assenza di dilatazione dei ventricoli.. Che cos'è la cardiomiopatia ipertrofica? Complicanze della Cardiomiopatia Ipertrofica . Cardiomiopatia ipertrofica (HCM), dove il muscolo cardiaco si ispessisce. Chest, 84, 644, 1983.21. G. Ital. Kereiakes D.J., Anderson D.J., Crouse L., Chatterjee K.: Apical hypertrophic cardiomyopathy. As in the previous editions held in 2008, 2012 and 2015, the course is designed to constantly promote close interaction between basic science and clinical practice, in an attempt to address […] : Distribution of left ventricular hypertrophy in hypertrophic cardiomyopathy a two dimensional echocardiographic study. Q. Ital. Keren G., Belhassen B., Sherez J., Miller H.I., Megidlsh ft., Be-renlelcl D., Lanlado S.: Apical hypertrophic cardiomyopathy: evaluation by non invasive and invasive techniques in 23 patients. Voirot P., Danchin J.L., Neimann J.L., Godenir J.P., Cuilliere M., Mayer G., Faivre G.: Apical hypertrophic cardiomyopathy. : Apical hypertrophic cardiomyopathy: clinical and two-dimensional assessment. Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. 1).Ciascun valore numerico di area muscolare era pertanto la risultante della media delle determinazioni di quattro indipendenti ossevatori. Am. Alcuni pazienti presentavano un graduale incremento verso l’apice dello spessore del setto interventricolare e/o della parete posteriore del ventricolo sinistro a partire dal loro terzo medio-distale.L’entità dell’ipertrofia apicale definita mediante valutazione planimetrica bidimensionale è riportata nella tabella III.Nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica apicale l’area del muscolo apicale variava da 10.3 a 17.9 cm2, media 12.8±2.4. 1) presenza di ipertrofia miocardica localizzata esclusivamente all’apice cardiaco e non coinvolgente altri segmenti del ventricolo sinistro;2) assenza di ipertrofia asimmetrica del setto interventricolare, definita come rapporto tra setto interventricolare e parete posteriore del ventricolo sinistro > 1.5 cm;3) assenza di dilatazione del ventricolo sinistro8;4) immagini di qualità adeguata per l’analisi quantitativa. Malgrado l’identificazione della prevalente localizzazione apicale dell’ipertrofia, questi Autori non avevano riscontrato gli altri parametri descritti dagli Autori giapponesi, in particolare la presenza costante di onde T negative « giganti ». : Two-dimensional real-time ultrasonic Imaging of the heart and great vessels. Heart J., 23, 843, 1982.24. Surgery - the myectomy of the interventricular septum - is considered by the European and American guidelines as the best cure (the so-called "gold standard") for the treatment of obstructive hypertrophic cardiomyopathy in patients who … Ciro E., Nichols P.P., Maron B.J. Mal. Cardiol., 37, 432, 1976.13. Questo è raro. F), 105, 1983.16. This suggests that apical hypertrophic cardiomyopathy could be considered as a part of the morphological variation of hypertrophic cardiomyopathy rather than a separate entity with univocal cross-sectional echocardiographic and ECG findings. Heart J., 75, 752, 1968.39. Tajik A.J., Seward J.B., Hagler D.J., Mair D.D., Lie J.T. Altro elemento di differenziazione nei pazienti di Maron et al. Coll. CONFRONTO TRA REPERTI ELETTROCARDIOGRAFICI ED ECOCARDIOGRAFICI BIDIMENSIONALILa correlazione tra gli aspetti elettrocardiografici dei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica apicale ed i reperti eco bidimensionali dell’area di muscolo apicale ha evidenziato che i pazienti con onde T negative « giganti » ed alti voltaggi dell’onda R in V5 tendevano ad avere un maggior grado di severità di ipertrofia apicale. È evidenziabile la marcata ipertrofia localizzata in sede apicale. Cardiomiopatia ipertrofica. Nella Cardiomiopatia Ipertrofica sono state utilizzate diverse tecniche chirurgiche, ma la più accettata rimane la miotomia-miectomia del setto interventricolare, in cui il chirurgo asporta una piccola porzione di muscolo ispessito dalla parte superiore del setto interventricolare, allargando così la cavità del ventricolo sinistro in quell’area e riducendo l’ostruzione. Arch. Cinque o più punti secondo il sistema di Romhilt ed Estes erano considerati significativi per ipertrofia ventricolare sinistra38.Il voltaggio dell’onda T invertita > 10 mm, di R in V5 > 25 mm, e di S in Y1+ R in V5 ≥ 35 mm erano i criteri ECG ritenuti indicativi di cardiomiopatia ipertrofica apicale secondo gli Autori giapponesi13. Ecocardiogramma con evidenza di una cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva con evidenza del movimento sistolico anteriore della mitrale Am. I sintomi correlati sono quelli tipici di un’insufficienza cardiaca, ovvero mancanza di fiato ( o fiato corto), affaticamento facile e stanchezza generalizzata non altrimenti giustificabile, ritenzione idrica (edema) e dun… Maron B.J. Le cardiomiopatie ipertrofiche presentano un ampio spettro di quadri anatomoclinici1,5. J. Successivamente le silhouttes del ventricolo sinistro sono state digitalizzate mediante sistema computerizzato ottenendo così una rappresentazione planimetrica dell’area di muscolo del ventricolo sinistro. : Patterns of systolic anterior motion of the mitral valve In hypertrophic cardiomyopathy. J. Rei Tv 6,935 views. Eur. Fig. mancanza di cure prenatali e l’allattamento al seno [4], nonostante alcuni studi successivi non ne aves- sero dimostrato l’evidenza [8, 38].