), – – - Ipilimumab (eventi: 103/164), mediana e 95% IC: 21,49 mesi (16,85; 29,08), Nivolumab+ipilimumab vs. ipilimumab – hazard ratio: 0,55 (0,40; 0,75), Nivolumab vs. ipilimumab – hazard ratio: 0,54 (0,40; 0,73), Nivolumab+ipilimumab vs. nivolumab – hazard ratio: 1,02 (0,73; 1,43), Tabella 11: Riassunto della sopravvivenza globale per espressione del PD-L1: cut-off del 5% – CA209067 – Follow-up minimo di 36 mesi. Gettare il flaconcino se la soluzione è torbida, ha cambiato colore o contiene particelle che non siano poche, di colore da translucente a bianco. nausea (26%), piressia (19%), diminuzione dell’appetito (16%), ipotiroidismo (16%), colite (15%). L’analisi dell’OS non era stata aggiustata per tenere conto delle terapie successive. Tabella 13: Risultati di efficacia (CA209238), Mediana (95% IC) mesi Non disponibileb 24,08 (16,56; NR), Tasso (95% IC) a 12 mesi 70,4 (65,9; 74,4) 60,0 (55,2; 64,5), Tasso (95% IC) a 18 mesi 65,8 (61,2; 70,0) 53,0 (48,1; 57,6), Tasso (95% IC) a 24 mesi 62,6 (57,9; 67,0) 50,2 (45,3; 54,8). Il tempo mediano all’insorgenza è stato di 0,5 mesi (range: 0,0-19,4). I risultati di efficacia basati sull’ORR valutato dagli sperimentatori sono mostrati, di seguito, nella Tabella 15. L’età mediana era pari a 55 anni (range: 18-86), il 58% dei pazienti erano maschi ed il 95% erano bianchi. Un totale di 272 pazienti sono stati randomizzati a ricevere nivolumab somministrato per via endovenosa, nell’arco di 60 minuti, alla dose di 3 mg/kg ogni 2 settimane (n = 135) o docetaxel alla dose di 75 mg/m2 ogni 3 settimane (N = 137). Figura 1: Curva di Kaplan-Meier per l’OS (CA209066). Lo studio CA209032 era uno studio di fase 1/2 in aperto multi-coorte che includeva una coorte di 78 pazienti (inclusi 18 soggetti che erano andati incontro a crossover pianificato con l’associazione nivolumab 3 mg/kg più ipilimumab 1 mg/kg) con criteri di inclusione simili a quelli dello studio CA209275 trattati con 3 mg/kg di nivolumab in monoterapia per carcinoma uroteliale. Nei pazienti trattati con nivolumab 1 mg/kg in associazione ad ipilimumab 3 mg/kg nel melanoma, l’incidenza di rash è stata del 65,0% (291/448). Per la diarrea devono essere escluse eziologie infettive e di altra natura, pertanto devono essere eseguiti test di laboratorio appropriati ed ulteriori esami. OPDIVO non deve essere somministrato per infusione contemporaneamente ad altri medicinali nella stessa linea endovenosa. La sopravvivenza in caso di metastasi ossee da carcinoma mammario è … Nei 128 pazienti che hanno interrotto nivolumab in associazione ad ipilimumab a causa delle reazioni avverse dopo 18 mesi di follow-up, la PFS mediana è stata di 16,7 mesi (95% IC: 10,2; NA). La somministrazione di nivolumab o di nivolumab in associazione ad ipilimumab non deve essere ripresa mentre il paziente sta ricevendo dosi immunosoppressive di corticosteroidi o altra terapia immunosoppressiva. All’ingresso nello studio, il 61% dei pazienti aveva malattia allo stadio M1c. Un flaconcino da 4 mL contiene 40 mg di nivolumab. Il tempo mediano all’insorgenza di queste endocrinopatie è stato di 1,9 mesi (range: 0,0-22,3). In tutti i pazienti trattati non sono stati. (95% IC: 49; 71) per l’associazione (n = 73) e del 53% (95% IC: 36; 68) e del 44% (95% IC: 28; 60) per ipilimumab (n = 37). L’età mediana era di 60 anni (range: 23-88). Le valutazioni del tumore erano effettuate in accordo ai RECIST versione 1.1. Il performance status ECOG era 0 per il 61% dei pazienti e 1 per il 39% dei pazienti. O 0, 3. Colite o diarrea di grado 3 osservate con nivolumab in associazione ad ipilimumab richiedono l’interruzione permanente del trattamento e l’inizio di corticosteroidi equivalenti ad una dose di 1-2 mg/kg/die di metilprednisolone. Sulla base dei risultati di studi farmacocinetici di popolazione, nei pazienti con compromissione epatica lieve non è necessario alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2). I pazienti possono presentarsi con affaticamento, cefalea, alterazioni dello stato mentale, dolore addominale, insolite abitudini intestinali e ipotensione o con sintomi aspecifici che possono simulare altre cause, come metastasi cerebrali o patologia sottostante. O 0. Nivolumab in associazione ad ipilimumab è stato continuato oltre la progressione nel 29% di pazienti. This can … Il tempo mediano all’insorgenza è stato di 2,1 mesi. I risultati di efficacia sono mostrati nella Tabella 16. Il trattamento era continuato fino a che si osservava un beneficio clinico o fino a quando il trattamento non era più tollerato. e Rash è un termine composito che include, rash maculopapulare, rash eritematoso, rash pruriginoso, rash follicolare, rash maculare, rash morbilliforme, rash papulare, rash pustulare, rash papulosquamoso, rash vescicolare, rash generalizzato, rash esfoliativo, dermatite, dermatite acneiforme, dermatite allergica, dermatite atopica, dermatite bollosa, dermatite esfoliativa, dermatite psoriasiforme, eruzione da farmaci e pemfigoide. d PD-L1+ TAIC nel microambiente tumorale sono state stimate qualitativamente, e caratterizzate come “numerose”, “intermedie”, e “rare” in base alle valutazioni di un patologo. All trials on the list are supported by NCI.. NCI’s basic information about clinical trials … Nella fase successiva all’immissione in commercio sono stati segnalati casi di GVHD ad insorgenza rapida e severa, alcuni con esito fatale, in pazienti trattati con nivolumab dopo HSCT allogenico. A questo segue poi una seconda fase nella quale nivolumab in monoterapia è somministrato per via endovenosa a 240 mg ogni 2 settimane oppure a 480 mg ogni 4 settimane, come presentato nella Tabella 2. I gruppi “numerose” e “intermedie” sono stati combinati per definire il gruppo “abbondanti”. Un totale di 582 pazienti sono stati randomizzati a ricevere o nivolumab somministrato per via endovenosa, in un periodo di 60 minuti, alla dose di 3 mg/kg ogni 2 settimane (n = 292) o docetaxel alla dose di 75 mg/m2 ogni 3 settimane (n = 290). Disturbi alla tiroide di grado 2 e di grado 3 sono stati riportati, rispettivamente, nel 14,5% (65/448) e 1,3% (6/448) dei pazienti. Nei dati aggregati di nivolumab 3 mg/kg in monoterapia nel trattamento adiuvante del melanoma (n = 452) le reazioni avverse riportate più frequentemente (≥10%) sono state affaticamento (46%), rash (29%), diarrea (24%), prurito (23%), nausea (15%), artralgia (13%), dolore muscolo-scheletrico (11%), e ipotiroidismo (11%). I risultati delle analisi multivariate esplorative hanno identificato caratteristiche del paziente e del tumore (performance status ECOG, stadio M, LDH al basale, status di mutazione BRAF, status PDL-1 e sesso) che possono contribuire all’esito della sopravvivenza. Nivolumab è prodotto in cellule di ovaio di criceto cinese mediante tecnologia del DNA ricombinante. Il tempo mediano all’insorgenza è stato di 2,0 mesi (range: 0,4-26,8). Casi di grado 2, grado 3 e grado 4 sono stati riportati, rispettivamente, nel 6,7% (30/448), 15,4% (69/448) e 1,8% (8/448) dei pazienti. L’effetto della compromissione epatica sulla clearance di nivolumab è stata valutata in pazienti con compromissione epatica lieve (bilirubina totale da 1,0 a 1,5 × LSN o AST > LSN definita utilizzando i criteri della disfunzione epatica del National Cancer Institute; n = 92) rispetto a pazienti con funzionalità epatica normale (bilirubina totale e AST ≤ LSN; n = 804) in analisi farmacocinetiche di popolazione. Il flaconcino chiuso può essere conservato a temperatura ambiente controllata fino a 25°C nelle normali condizioni di luce ambientale fino a 48 ore. L’età mediana era pari a. Questo studio includeva pazienti adulti con melanoma confermato non resecabile di stadio III o stadio IV. L’infusione di OPDIVO non deve essere somministrata per via endovenosa rapida o con iniezione in bolo. Nei pazienti trattati con nivolumab 3 mg/kg in associazione ad ipilimumab 1 mg/kg, l’incidenza di ipersensibilità/reazioni all’infusione è stata del 4,0% (22/547); tutte le reazioni erano di grado 1 o 2 in severità. OPDIVO concentrato è un liquido di aspetto da limpido ad opalescente, da incolore a giallo pallido, che può contenere poche particelle leggere. Le caratteristiche basali erano generalmente bilanciate tra i due gruppi. Il trattamento oltre la progressione iniziale definita dallo sperimentatore in base ai RECIST versione 1.1 è stato permesso in pazienti che ricevevano nivolumab, se il paziente manifestava un beneficio clinico e tollerava il farmaco in studio, in base a quanto stabilito dallo sperimentatore. trattamento con un anti-PD1. Il trattamento con nivolumab ha determinato una rapida risoluzione dei sintomi-B nel 88,7% (47/53) dei pazienti, con un tempo mediano di risoluzione di 1,9 mesi. Nivolumab usato in monoterapia (vedere paragrafo 4.2). pazienti sottoposti a precedente terapia con anti-PD-1, anti-PD-L1, anti-PD-L2, anti-CD137, o anticorpi anti CTLA-4 (incluso ipilimumab o qualsiasi altro anticorpo o farmaco che specificatamente ha come target la co-stimolazione delle cellule T o le pathway dei checkpoint). Il monitoraggio del glucosio ematico deve essere continuato per essere sicuri che sia utilizzata un’appropriata terapia insulinica sostitutiva. La maggioranza dei pazienti aveva una malattia in stadio III secondo AJCC (81%) ed il 19% aveva una malattia in stadio IV. FULL PRESCRIBING INFORMATION 1 INDICATIONS AND USAG E . In assenza di dati, nivolumab deve essere usato con cautela in queste popolazioni e dopo aver attentamente considerato su base individuale il potenziale beneficio/rischio. Nei pazienti trattati con nivolumab in monoterapia, l’incidenza di diarrea, colite o movimenti intestinali frequenti è stata del 13,1% (339/2578). Un totale di 418 pazienti sono stati randomizzati a ricevere o nivolumab (n=210) somministrato per via endovenosa, in un periodo di 60 minuti, alla dose di 3 mg/kg ogni 2 settimane o dacarbazina (n=208) alla dose di 1000 mg/m2 ogni 3 settimane. b Dati instabili a causa della limitata durata della risposta per la Coorte B risultante dalla censura. [Ref], Common (1% to 10%): Hypothyroidism, hyperthyroidism, Frequency not reported: Immune-mediated hypopituitarism, immune-mediated hypophysitis[Ref], Frequency not reported: Dizziness, peripheral and sensory neuropathy, immune-mediated demyelination, immune-mediated facial and abducens nerve paresis, immune-mediated myasthenic syndrome, immune-mediated encephalitis[Ref], Frequency not reported: Infusion-related reactions[Ref], Frequency not reported: Iridocyclitis[Ref], Very common (10% or more): Anorexia (28%), Frequency not reported: Immune-mediated adrenal insufficiency, immune-mediated diabetic ketoacidosis[Ref], Frequency not reported: Immune-mediated uveitis, immune-mediated autoimmune neuropathy, immune-mediated Guillain-Barre Syndrome[Ref], Very common (10% or more): Musculoskeletal pain (32%), back pain (21%), arthralgia (20%), Frequency not reported: Pain in extremity[Ref]. Opdivo: ultimo aggiornamento pagina: 21/10/2020 (Fonte: A.I.FA.). Il 64% dei pazienti non aveva avuto alcun precedente beneficio clinico [risposta completa/risposta parziale (CR/PR) o malattia stabile (SD)] dalla terapia con ipilimumab. In base alla severità della reazione avversa, nivolumab o nivolumab in associazione ad ipilimumab deve essere sospeso e devono essere somministrati i corticosteroidi. Il trattamento con nivolumab può aumentare il rischio di rigetto nei destinatari di trapianto di organo solido. Avere cura di adottare una tecnica asettica durante la preparazione della soluzione per infusione. Il rash severo deve essere trattato con corticosteroidi ad alte dosi equivalenti ad una dose di. I dati sui pazienti con cHL di età pari o superiore a 65 anni sono troppo limitati per poter trarre delle conclusioni su tale popolazione (vedere paragrafo 5.1). In modelli singenici murini di tumore, il duplice blocco di PD-1 e CTLA-4 ha indotto un’attività anti-tumorale sinergica. Confezione da 1 flaconcino. Ogni mL di concentrato contiene 0,1 mmol (o 2,5 mg) di sodio. Un totale di 1096 pazienti sono stati randomizzati nello studio, 847 dei quali avevano RCC a rischio intermedio/sfavorevole e hanno ricevuto o nivolumab 3 mg/kg (n = 425) somministrato per via endovenosa in un periodo di 60 minuti in associazione ad ipilimumab 1 mg/kg somministrato per via endovenosa in un periodo di 30 minuti ogni 3 settimane per 4 dosi seguito da nivolumab in monoterapia 3 mg/kg ogni 2 settimane o sunitinib (n = 422) 50 mg al giorno, somministrato per via orale per 4 settimane seguito da 2 settimane di interruzione, ad ogni ciclo. Opdivo - Nivolumab - Scheda informativa: indicazioni, efficacia, modo d'uso, avvertenze, gravidanza, allattamento, effetti collaterali, controindicazioni, interazoni a Durante la somministrazione della seconda fase di trattamento (nivolumab in monoterapia) che segue il trattamento di associazione, interrompere permanentemente il trattamento se compaiono diarrea o colite di Grado 3. b La raccomandazione per l’uso della terapia ormonale sostitutiva è fornita al paragrafo 4.4. c Non è nota la sicurezza della ripresa del trattamento con nivolumb o nivolumb in associazione con ipilimumab in pazienti che hanno precedentemente presentato miocardite immuno-correlata. Melanoma treatments, like nivolumab… ipotiroidismo (16%), dolore muscolo – scheletrico (15%), artralgia (14%), diminuzione dell’appetito (14%), piressia (14%), vomito (11%), ipertiroidismo (11%). Some cancer cells have large amounts of PD-L1, which helps them hide from an immune attack. La sicurezza e l’efficacia di nivolumab 3 mg/kg come agente singolo per il trattamento del cHL recidivante o refrattario dopo ASCT sono state valutate in due studi multicentrici, in aperto, a braccio singolo (CA209205 e CA209039). Come funziona: blocca l’interazione tra il recettore PD-1 ed il suo ligando PD-L1, che regola in condizioni normali le cellule T del sistema immunitario. ), Tasso OS e 95% IC a 12 mesi: 74% (69; 79), 24 mesi: 59% (53; 64) e 36 mesi: 52% (46; 57), – – - Ipilimumab (eventi: 206/315), mediana e 95% IC: 19,94 mesi (16,85; 24,61), Tasso OS e 95% IC a 12 mesi: 67% (61; 72), 24 mesi: 45% (39; 50) e 36 mesi: 34% (29; 39), Nivolumab+ipilimumab vs ipilimumab (analisi primaria) – HR (95% IC): 0,55 (0,45; 0,69); p-value: <0,0001, Nivolumab vs ipilimumab (analisi primaria) – HR (95% IC): 0,65 (0,53; 0,80); p-value: <0,0001, Nivolumab+ipilimumab vs nivolumab (analisi descrittiva) – HR (95% IC): 0,85 (0,68; 1,07), Figura 6: Sopravvivenza globale per espressione PD-L1: cut-off del 1% (CA209067) – Follow-up minimo di 36 mesi, – – -* Nivolumab+ipilimumab (eventi: 59/123), mediana e 95% IC: N.A. Diabete mellito di grado 1, di grado 2, di grado 3 e di grado 4 e chetoacidosi diabetica di grado 4 sono stati riportati ciascuno nello 0,2% (1/448) dei pazienti. Sodio citrato diidrato Sodio cloruro Mannitolo (E421), Acido pentetico (acido dietilentriamminopentacetico) Polisorbato 80 (E433), Sodio idrossido (per la regolazione del pH) Acido cloridrico (per la regolazione del pH). Le risposte sono riassunte nella tabella 12. In caso di polmonite (sintomatica) di grado 2, nivolumab o nivolumab in associazione ad ipilimumab deve essere sospeso e devono essere iniziati i corticosteroidi equivalenti ad una dose di 1 mg/kg/die di metilprednisolone. Le valutazioni del tumore, in accordo ai Criteri di Valutazione della Risposta nei Tumori Solidi (RECIST), versione 1.1, sono state condotte 9 settimane dopo la randomizzazione, e continuate ogni 6 settimane durante il primo anno e poi successivamente ogni 12 settimane. Dei pazienti valutati per la presenza di anticorpi anti- ipilimumab, l’incidenza di anticorpi anti – ipilimumab variava tra 6,3 e 8,4% e di anticorpi neutralizzanti contro ipilimumab variava tra 0 e 0,3%. Esso include 243 pazienti che hanno ricevuto un ASCT; la Coorte A ha incluso 63 (26%) pazienti che non erano stati trattati con brentuximab vedotin; la Coorte B ha incluso. La sicurezza e l’efficacia di nivolumab 3 mg/kg come agente singolo per il trattamento del RCC con una componente a cellule chiare sono state valutate in uno studio di fase 3, randomizzato, in aperto (CA209025). Il tempo mediano all’insorgenza di queste endocrinopatie è stato di 1,9 mesi (range: 0,0-28,1). 1 ALLEGATO I RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO Documento reso disponibile da AIFA il 30/09/2020 Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC dei Lo studio includeva pazienti adulti, con un performance status ECOG pari a 0 o 1, con melanoma istologicamente confermato allo stadio IIIB/C o IV secondo la 7ma edizione dell’American Joint Committee on Cancer (AJCC), completamente resecato chirurgicamente. La soluzione ha un pH di circa 6,0 ed una osmolarità di circa 340 mOsm/kg. Un’analisi aggiuntiva effettuata ad un follow-up minimo di 36 mesi mostra risultati dell’OS consistenti con quelli dell’analisi iniziale. Un totale di 361 pazienti sono stati randomizzati a ricevere nivolumab somministrato per via endovenosa, in un periodo di 60 minuti, alla dose di 3 mg/kg ogni 2 settimane, o terapia a scelta dello sperimentatore tra cetuximab (n = 15), alla dose di carico di 400 mg/m2 seguita da 250 mg/m2 ogni settimana, oppure metotressato (n = 52) da 40 a 60 mg/m2 ogni settimana, oppure docetaxel (n = 54) da 30 a 40 mg/m2 ogni settimana. a Analisi post-hoc; i risultati devono essere interpretati con cautela a causa delle piccole dimensioni del campione del sottogruppo e poichè al momento dell’analisi, il test PD-L1 IHC 28-8 pharmDx non era ancora stato validato analiticamente per i livelli di espressione 10% e 50%. La preparazione deve essere eseguita da personale addestrato nel rispetto delle regole di buona prassi, in particolare relativamente all’asepsi. Non è noto se nivolumab sia escreto nel latte materno. Il 74% dei pazienti aveva melanoma cutaneo e l’11% aveva melanoma mucosale; il 35% dei pazienti aveva melanoma positivo per il PD-L1 (espressione sulla membrana della cellula tumorale ≥ 5%). ), ──∆─── Nivolumab (eventi: 38/80), mediana e 95% IC: 21,95 (8,90; N.A. In gran parte dei casi, le reazioni avverse immuno-correlate si sono risolte con una terapia medica appropriata. Nello studio nel NSCLC non squamoso (CA209057) il profilo di sicurezza nei pazienti con compromissione renale o epatica al basale è stato comparabile a quello nella popolazione complessiva. < 50%) o assente espressione tumorale del PD-L1 possono essere a maggior rischio di morte nei primi 3 mesi. Dei 147 pazienti di questo gruppo che hanno continuato il trattamento nella fase di monoterapia, 47 (32%) hanno manifestato almeno una reazione avversa di grado 3 o 4 durante la fase di monoterapia.